L’area presenta notevole interesse dal punto di vista geologico per la presenza di fossili e stratificazioni dei sedimenti rocciosi.
L’Archeogeoparco fa parte di una zona di cave di calcarenite, molto diffusa nel territorio del marsalese, detta anche arenaria o impropriamente e più comunemente tufo.
Essendo facilmente lavorabile e di bell’aspetto, l’arenaria trova vasto impiego nell’edilizia. Essa fu utilizzata a tale scopo fin dall’antichità, costituendo da sempre il materiale da costruzione per eccellenza.
La calcarenite è un tipo di roccia sedimentaria clastica, ossia formata da particelle calcaree (clasti) delle dimensioni della sabbia (0,063 – 2 mm. di diametro).
I clasti che compongono la calcarenite sono spesso di origine biologica, ovvero composti da fossili di organismi marini, spesso frammenti di gusci di molluschi, alghe o foraminiferi, ossia protozoi.
La calcarenite è un tipo di roccia sedimentaria clastica, ossia formata da particelle calcaree (clasti) delle dimensioni della sabbia (0,063 – 2 mm. di diametro).
I clasti che compongono la calcarenite sono spesso di origine biologica, ovvero composti da fossili di organismi marini, spesso frammenti di gusci di molluschi, alghe o foraminiferi, ossia protozoi.
Il componente principale di queste rocce è il quarzo (SiO2 o diossido di silicio, silice o anche anidride silicica), il minerale presente più in abbondanza nella crosta terrestre. Esso è il cemento che lega tra loro i clasti. Tale cemento può contenere però anche carbonato di calcio (CaCO3) o ossidi di ferro.
| Paracentrotus lividus o riccio di mare |
Tra i fossili presenti in una delle cave dell’Archeogeoparco è stato individuato il “paracentrotus lividus”, il comune riccio di mare, di vasta diffusione in tutto il Mediterraneo, presenti nella storia geologica dal Cambriano all’Olocene. Lo scheletro è detto anche teca, o impropriamente guscio, ed ha forma di piccolo globo leggermente schiacciato, il cui diametro può raggiungere i 7 cm, ed è sovrastato da spine o aculei.
Geologicamente la Sicilia rappresenta un segmento di catena del sistema alpino, tra la placca africana e quella europea, che collega la Catena Maghrebide (Nord Africa) con l’Appennino Meridionale, uniti attraverso il cosiddetto cuneo di accrezione, ossia di accrescimento, rappresentato dalla Calabria.
La Sicilia occidentale e centrale è considerata come una sovrapposizione di scaglie tettoniche costituite da rocce carbonatiche, ossia rocce sedimentarie formate per la maggior parte da carbonato di calcio (CaCO3) e magnesio (MgCO3), e rocce silicoclastiche, rocce sedimentarie tra le più diffuse, costituite prevalentemente da quarzo (diossido di silicio SiO2) e feldspati, risalenti all’era meso-cenozoica, ossia tra il mesozoico e il cenozoico.
![]() |
| Tabella ere geologiche |

